Marco Pardini. Sciamano, naturopata, professore, grande amico.

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L’incontro con Marco.

Questa puntata è interamente dedicata al Maestro più grande che io abbia mai avuto, Marco Pardini.

Diciotto anni fa, nel settembre del 2000, incontrai per la prima volta Marco Pardini, nella sede della mia “startup” tecnologica.

Era stato un mio collaboratore che, sentendomi parlare di “sciamanesimo”, durante una conversazione in pausa caffè, mi aveva detto che conosceva personalmente uno “sciamano”.

Americano?” Gli chiesi.
Camaiorese.” Mi rispose.

Ma come?!… pensai. Dopo dieci anni di letture castanediane mi ero fatto un’idea dello sciamanesimo che era quanto di più distante dalla cultura dominante nella nostra geografia. Gli sciamani vengono dal Wyoming, dalla Siberia, dall’Ecuador, dalla MongoliaCamaiore??? Com’è possibile???

Ovviamente sbagliavo. Pur essendo io nato e cresciuto in Versilia, ignoravo che sino al quinto secolo dopo Cristo le formazioni montuose Apuane erano state dominate da una popolazione di origine celto-ligure, che aveva lasciato una eredità importante, sconosciuta ai più.

Il collega gli telefonò, invitandolo per il giorno successivo. Il 20 settembre, nel pomeriggio, feci quindi la conoscenza del Maestro più grande e più importante che io abbia mai avuto.

Ebbe inizio quel giorno un percorso di apprendistato ininterrotto, che mi ha cambiato in modo radicale. Una vera e propria rinascita, dal punto di vista spirituale, sociale, relazionale, personale, professionale.


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La conoscenza encliclopedica di Marco

Marco anzitutto mi ha “contagiato” trasmettendomi la “patologia” conclamata che ha. Poveretto… soffre di bulimia culturale 🙂
In altre parole, si nutre in modo compulsivo di conoscenza esattamente come alcune persone non resistono alla nutella.
Ed io, che certamente avevo una netta predisposizione a contrarre tale morbo, ho perso tutte le difese immunitarie dopo il primo colloquio con lui e sono stato travolto dal suo mondo enciclopedico di conoscenza.  

Nelle lezioni che tiene nel suo studio (sede dell’associazione “Il Cerchio di Pietre” da lui fondata) sembra attingere ad un serbatoio inesauribile di nozioni.

Attraversa tutto lo scibile umano con collegamenti inusuali e trasversali tra discipline diverse, accorciando le distanze di spazio e tempo nel racconto e nell’interpretazione di qualsiasi contenuto storico o contemporaneo. Marco, durante le lezioni, semplicemente “incanta” gli allievi che possono stare ore ad ascoltarlo.

Chi non lo conosce adesso può pensare che sia una specie di “professore”, date anche le due lauree che ha conseguito, immaginandolo dietro una scrivania dove fa le sue elucubrazioni con alle spalle scaffali di libri che coprono tutta la parete.

Niente di più diverso. Marco alterna senza soluzione di continuità l’insegnamento della conoscenza con la pratica esperienziale.

Marco e gli elementi naturali

Nel mese di ottobre del 2000 feci le prime escursioni sulle Apuane con il Cerchio di Pietre.

Marco è nato e cresciuto alle pendici del Monte Matanna, nel contesto di boschi, rocce, torrenti. Quando torna in questi luoghi è come se diventasse parte di quel meraviglioso mondo naturale, assumendo di volta in volta gli atteggiamenti (e persino le sembianze) della poiana, del cinghiale, della lepre.

Marco è aria che respiri, è acqua che scorre, è terra che accoglie, è fuoco che brucia.

Mostrarsi e nascondersi deliberatamente

Soprattutto, non riesci ad inquadrarlo mai. Quando pensi di aver capito la sua trama esistenziale, quando cioè credi di poterlo finalmente descrivere, come sto tentando di fare io in queste righe, dopo un po’ ti rendi conto che è qualcosa di diverso, ineffabile. Non lo riesci ad inquadrare.

Uno dei grandi temi castanediani è quello del mostrarsi e nascondersi deliberatamente (a proposito, ovviamente Marco è una delle persone con maggiore cultura castanediana in Italia). Marco è grandissimo nel mostrarsi e nascondersi deliberatamente.

Lui è in grado di esserci, ma anche no. Comunica con il dire, ma fa altrettanto con il non dire. E’ uomo del fare, e del non fare. Te lo immagini aperto e gioviale, e lo incontri chiuso e riflessivo. E viceversa.

E poi quando meno te lo aspetti ti spalanca la porta di un mondo di streghe apuane, di atti magici, di pratiche e di rituali antichi. Ti mostra dimensioni nuove, che ti cambiano dal profondo del tuo essere, e quando tu inizi a descriverti, quando ti senti trasformato e pensi di essere arrivato ad una svolta ti cambia i punti di riferimento, crolli e riparti da zero.

Vorresti piangere, e lui ti fa ridere. E quando vorresti ridere, lui ti fa piangere.

E quando pensi di non farcela più lui ti fa ritrovare una forza che non sapevi di avere per ripartire, per fare quel piccolo passo in più, in un sentiero di conoscenza non semplicemente tracciato, ma scolpito nel profondo di ciascuno di noi… eppure, per dirla con Saint Exupery, non visibile agli occhi se non seguendo la mappa del cuore.

La crescita personale e il non avere obiettivi

Mi disse un giorno, commentando il mio incontenibile desiderio di essere una persona migliore:

La crescita personale e spirituale è una cosa seria, ma tu non farne un dramma. Tu vuoi massimizzare la tua esposizione, ne fai un fatto di status e riconoscimento personale. Vuoi essere descritto come il migliore. Usa in modo diverso le tue abilità. Non devi impressionare gli altri. Devi capire te stesso. Togliti questa sindrome del primo della classe
(Marco Pardini)

Quel giorno, dopo quelle parole, feci profonde riflessioni che mi portarono a cambiare attitudini. Iniziai a mia volta a rimuovere i miei punti di riferimento, creando una specie di nebbia intorno a me. Provavo una intima soddisfazione nel vedere che potevo trasmettere a mia volta conoscenza agli altri, invece che assorbirla dagli altri per rivenderla come mia.

Il tuo principale obiettivo sarà, un giorno, arrivare a non avere obiettivi.
(Marco Pardini)

Il concetto di “Impeccabilità”

Grazie a Marco ho totalmente re-interpretato il concetto di “impeccabilità” di Carlos Castaneda. Ho portato il massimo di me stesso in ogni gesto, in ogni azione, in ogni costrutto mentale, in ogni relazione umana, in ogni interazione naturale.

Marco mi ha insegnato a compiere ogni atto come se fosse l’ultimo.

“Come vorresti che fosse il tuo ultimo atto sulla terra?” Mi chiedeva.
E mentre mi affannavo a descrivere il momento finale, nella sua importanza, nella sua teatralità, mi fermava e mi diceva che dovevo invece compiere ogni atto come se fosse il primo.

Il primo? Si, il primo, mi diceva nelle nostre passeggiate nei boschi. Il primo.
Con quella sensazione di novità, con l’incertezza della scoperta non ancora compresa e catalogata, come la prima pagina di un quaderno scolastico nuovo, che tutti noi scrivevamo con calligrafia perfetta.
Come quella intensità enorme del primo bacio.

Negli inizi c’è una forza importante, mi diceva Marco, non certo meno importante di quella della forza che c’e nel momento finale.

E quando io pensavo di aver capito, immancabilmente Marco, da buon castanediano DOC, mi toglieva nuovamente il puntello e mi faceva cadere di nuovo.

Sbagli amico mio, non puoi vivere tutto come se esistesse solo l’inizio. La forza dell’alba ha senso se esiste anche il calore del giorno, l’intensità del tramonto, ed il buio della notte. Quel primo bacio resta lì, incompiuto, se non è seguito da una grande storia d’amore. Quella pagina del quaderno di scuola potrà forse diventare il grande libro della tua vita, ma solo se riuscirai ad avere la continuità di portare impeccabilità in ogni frase che ci scriverai.
(Marco Pardini)

Che nostalgia! Che nostalgia di quelle antiche conversazioni nei boschi, tra un carpino ed un frassino che io confondevo regolarmente, mentre lui mi spiegava perché il ruscus aculeatus fosse chiamato volgarmente “pungitopo“, e come esso fosse parente dell’asparago, con il quale io non vedevo alcuna familiarità.

Marco, non capisco, gli dicevo. Devo vivere ogni istante come l’ultimo? Il primo?

Vivi ogni momento come se fosse l’ultimo, e allo stesso tempo vivilo come se fosse il primo. Anzi, fai una cosa. Vivilo come se fosse “questo” momento presente.
(Marco Pardini)

Si perché… La vita va bene. Va bene così com’è. Quante volte Marco ed io abbiamo citato il messaggio centrale dell’insegnamento di Corrado Pensa. La vita… va bene.

Gli insegnamenti di Marco per scoprire il proprio carisma

E nel percorso professionale, seguendo gli insegnamenti di Marco, che si applicano inesplicabilmente ad ogni contesto della vita, modificai quindi in modo profondo il mio stile di leadership. In breve tempo la mia carriera ebbe una evoluzione imperiosa.

Mi veniva riconosciuto un carisma che non pensavo minimamente di avere.
Io carismatico?! Io che mi sentivo una specie di “sotto-prodotto” del mio Maestro, che infatti mi aveva nominato il suo “vice-sciamano“, e ciononostante vedevo crescere progressivamente intorno a me il numero di persone che chiedevano consigli, che volevano capire, essere indirizzati. Mi chiedevano quali letture scegliere, come impostare un percorso di crescita personale, come arrivare a scoprire il proprio potenziale, dove sta la consapevolezza.
E la cosa che più mi faceva sorridere, ancora oggi, era che queste persone si stupivano della mia conoscenza delle piante, che appare eccellente e invece non arriva al 10% di quella di Marco.
Persone intorno a me che vogliono imparare, vogliono mettersi in cammino.

Ma io sono solo un apprendista sciamano.

E voglio rimanere tale. Sì, ho iniziato a condividere i tanti doni che ho ricevuto, è necessario farlo, è bello. E allo stesso tempo continuerò il mio percorso di apprendistato e so che Marco ci sarà sempre. Sono in cammino. Ma per andare dove?

Dove mi porterà il mio apprendistato con Marco?

Quello che segue è l’esempio di un classico dialogo tra me ed il mio Maestro:

“Marco, mi sto chiedendo dove tutto questo mi porterà.”
“Tranquillo, non andrai da nessuna parte.”

Il Potere che muove ogni cosa mi ha fatto incontrare persone speciali, i miei Maestri.

E di questi, Marco è stato per me il più grande.

La gratitudine che ho per lui è pari solo alla grande, indissolubile Amicizia che ci lega.

19 COMMENTS

  1. Mi è bastato il primo incontro con l’ Heilpraktiker Marco Pardini in occasione di una sua conferenza per considerarlo una delle figure più eminenti che abbia mai conosciuto,

    • Totalmente d’accordo con te. Marco non ha solo cultura sterminata, ma anche una non comune capacità di creare connessioni interdisciplinari.
      Buona giornata
      Vittorio

  2. deve scrivere un libro di botanica-erboristeria- medicina naturale con gli incredibili riferimenti classici che fa sempre!! sarebbe un best seller!!

  3. Buonasera Marco,
    mi piacerebbe conoscerla di persona e magari un giorno passeggiare in un sentiero dei suoi amati monti. La saluto per ora e aggiungo solo una cosa :
    andrà tutto bene.
    Orazio

    • Marco tiene lezioni su vari argomenti in varie città d’Italia. Il suo sito è attualmente in manutenzione. Ti suggerisco di iscriverti al gruppo Il Cerchio di Pietre, seguire il suo Canale Youtube dove offre contenuti di etnobotanica e medicina naturale, ed eventualmente contattarlo direttamente via Facebook. Molto belle anche le esperienze di capanna sudatoria che facciamo sulle Alpi Apuane da moltissimi anni (lui ha iniziato oltre tren’anni fa, io sto facendo queste pratiche con lui da vent’anni).

  4. Per quel poco che conosco di Marco Pardini, sono conquistato da quella sua
    virtù di saper tra-scendere la realtà e di-scendere nella profondità di un mondo
    sotteso, partendo dalla realtà sensibile, alla ricerca delle infinite relazioni che intercorrono tra oggetti, creature, credenze collettive e individuali. Mondo
    meraviglioso ma precluso a chi corre affannosamente dietro i casi della vita, ma
    non si sofferma con lo sguardo rivolto a quello di più profondo ed essenziale che
    è nascosto in noi ed è il meglio di noi.

  5. Sulla conoscenza del mondo vegetale nulla da dire, sullo sciamano, sulle capanne del sudore e le varie conoscenze e compentenze lasciamo perdere perchè ci sarebbe molto di cui parlare.

  6. Associare quanto letto e quanto sperimentato nei vari eventi allo sciamanesimo o a qualsiasi strada che abbia un cuore farebbe crepare dal ridere sia Don Juan, Carlos e probabilmente anche il gatto Max.
    Auguri

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